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Abolizione divieto di cumulo Stampa E-mail
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Abolizione divieto di cumulo
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Roma, 27 gennaio 2009

 

Circ.17/2009

 

Oggetto: Abolizione divieto di cumulo.

 

E’ ormai acquisito che a decorrere dal 1° gennaio 2009 è stato abolito il divieto di cumulo tra  pensione di anzianità e  redditi da lavoro subordinato ovvero autonomo (art. 19 D.L.112/98 convertito in legge 133/08).

Come ricorderete per  le pensioni di vecchiaia,  calcolate con il metodo retributivo e misto,  il divieto era già  stato soppresso  dal 1° gennaio 2001.

 

Pensione di vecchiaia metodo contributivo

Le pensioni di vecchiaia liquidate esclusivamente con il metodo contributivo restavano, invece, incumulabili.

La legge 133/08 estende la possibilità di cumulo anche a tali trattamenti.

A decorrere dal 1° gennaio 2008 la legge 243/2004 (riforma Maroni), ha modificato  i requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia elevando  i precedenti limiti di 57 anni, a 60 anni per le donne e 65 anni per gli uomini. Ai fini del cumulo coloro che sono andati in pensione in via anticipata rispetto ai nuovi requisiti,  possono usufruire dell’intera cumulabilità solo al compimento della nuova età richiesta per il diritto a pensione.

L’INPS fa riserva di ulteriori comunicazioni  in merito al regime di cumulo da applicare alle pensioni conseguite,  dopo il 1° gennaio 2008, con i vecchi requisiti in virtù della norma di salvaguardia prevista dalla predetta  legge Maroni. A mio avviso la fattispecie  rientra nel regime dell’intera cumulabilità al compimento dei 60 e 65 anni, come peraltro dispone, molto chiaramente,  l’art. 19 del decreto legge 112/08.

 

 

Pensioni conseguite con 40 anni di contributi

Sono altresì interamente cumulabili le pensioni conseguite con l’anzianità massima di 40 anni, indipendentemente dal metodo di calcolo applicato. A tal fine per stabilire se l’anzianità contributiva sia  o meno pari a 40 anni, ai fini che qui interessano deve essere valutata la contribuzione utile ai fini del diritto, ovvero, se più favorevole, la contribuzione utile per la misura, compresa quella utilizzata successivamente al pensionamento per la liquidazione di supplementi.

 

Prestazioni  ancora soggette al divieto di cumulo

Rimangono esclusi  dalla totale cumulabilità le pensioni di inabilità e gli assegni di invalidità, nonché le pensioni ai superstiti.

 

 

Settore privato

 

Pensioni di inabilità

Tali pensioni, conferite ai sensi della legge 222/84, sono sempre state e continuano ad essere incumulabili:

 

ü      con il lavoro autonomo  e dipendente

ü     con l’ iscrizione negli elenchi nominativi di lavoratori autonomi o professionali

ü     Iscrizione negli elenchi anagrafici degli operai agricoli

ü     Trattamento a carico dell’AGO e ogni altro trattamento sostitutivo o integrativo della retribuzione

 

 

Assegni di invalidità

L’assegno di invalidità è compatibile con l’attività lavorativa. Tuttavia se il reddito  supera determinati limiti, questo viene ridotto secondo le percentuali riportate nella sottostante tabella.

 

 

 

               Redditi                                           

              

  Percentuale riduzione dell’assegno

 

Reddito superiore a 4 volte il trattamento minimo INPS: € 23.826,40 (anno 2009)

                          25%

Reddito superiore a 5 volte il trattamento minimo INPS: € 29.783 (anno 2009)

                          50%

 

Settore pubblico

 

Pensione di inabilità

La legge 335/95 ha esteso al settore pubblico la pensione di inabilità definita  inabilità a qualsiasi attività lavorativa”. L’estensione non ha però riguardato l’assegno di invalidità, di cui alla legge 222/84.

Ai fini del cumulo  la pensione di inabilità segue le stesse regole  della totale incumulabilità previste per il settore privato.

Per quanto concerne gli altri trattamenti di invalidità, per gli iscritti all’INPDAP,  per  “pensioni di invalidità” si devono intendere i trattamenti derivanti da dispensa dal servizio per “inabilità assoluta e permanente al qualsiasi proficuo lavoro” o quella “relativa alle mansioni” , nonché i trattamenti pensionistici di privilegio.

Per dette tipologie di  prestazioni continuano a trovare applicazione le disposizioni in materia di divieto di cumulo come da sottostante tabella:

 

Le percentuali di incumulabilità si applicano sulla parte eccedente il trattamento minimo Inps e fino a concorrenza dei redditi percepiti.

 

 

Decorrenza entro il 31 dicembre 1997

Decorrenza entro il 31/12/1994 (dlgs 503/1992 - L.537/1993)

Decorrenza dal 1/1/1995 (dlgs 503/1992 - L.537/1993)

Decorrenza dal 1/10/1996 (legge n. 662/1996)

autonomo

dipendente

autonomo

dipendente

autonomo

dipendente

Totale cumulo

Totale cumulo

50%

50%

Previgente normativa in base alla data di maturazione dei requisiti

 

 

Le pensioni di invalidità sono interamente cumulabili con i redditi da lavoro autonomo o dipendente per decorrenze fino al 31/12/1994; per decorrenze dal 1/01/1995 è ininfluente la data di maturazione dei requisiti e andrà trattenuto l’importo della pensione pari al 50% della quota eccedente il trattamento minimo INPS sia in caso di lavoro autonomo che dipendente.

 

 

Decorrenze dal 1/01/1998 con effetto anche sulle pensioni liquidate anteriormente, se più favorevoli (legge 449/1997)

AUTONOMO

DIPENDENTE

50%

50%

 

 

 

Decorrenze dal 1/01/1999 con effetto anche sulle pensioni liquidate anteriormente, se più favorevoli (legge 448/1998)

Decorrenza dal 1/01/2001 le pensioni liquidate anteriormente mantengono la previgente normativa, se più favorevole (legge 388/2000)

AUTONOMO

DIPENDENTE

AUTONOMO

DIPENDENTE

50%

50%

70%*

50%

(con 40 anni anzianità contributiva)                       

 

TOTALE CUMULO

(con 40 anni anzianità contributiva)            

 

50%

(con 40 anni anzianità contributiva)         

 

TOTALE CUMULO

(con 40 anni anzianità contributiva)        

 

TOTALE CUMULO

 

 

* E’ cumulabile il 70% della pensione eccedente l’ammontare del trattamento minimo INPS. La trattenuta non può comunque superare il 30% dei redditi da lavoro autonomo.

 

Al raggiungimento dell’età pensionabile le pensioni di invalidità sono equiparate ai trattamenti pensionistici di vecchiaia ai fini dell’applicazione della disciplina sul cumulo.

 

Pensioni ai superstiti

 

Qualora il beneficiario superi il limite di reddito previsto, le pensioni vengono abbattute sulla base delle percentuali sottoindicate.

L’incumulabilità opera nei casi di pensione ai superstiti spettante  al coniuge, ai genitori ovvero ai fratelli e sorelle.

Non trova, invece, applicazione nei confronti dei figli minori, studenti, o inabili, da soli in concorso con il coniuge.

 

 

Limiti di reddito

riduzione

Reddito superiore a 3 volte il trattamento minimo annuo INPS calcolato in misura pari a 13 volte l’importo in vigore al 1° gennaio

 

 

25%

Reddito superiore a 4 volte il trattamento minimo INPS

 

40%

Reddito superiore a 5 volte il Trattamento Minimo INPS       

 

50%

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